venerdì 27 marzo 2009

Benvenuti



La mia mansarda è un luogo polveroso, popolato da acari e da ricordi.
Le sue mattonelle arancioni hanno ascoltato lo sfrigolare della pioggia e il calpestìo di piedi che il tempo, paziente, ha visto crescere di diverse misure. Le sue pareti hanno respirato molta musica, e odore di colla, di fumo, di sudori e di brace. I suoi mobili, di un legno sgangherato dall'umidità, custodiscono, infaticabili, piccoli tesori. Quaderni ingialliti, libri d'infanzia e molliche di pane per la memoria, raccogliendo le quali, di tanto in tanto, è possibile ritrovare sentieri segreti, creduti perduti.
Un vecchio divano di stoffa è una stazione a cui fermarsi. Per il gusto di uscire, non visti, dal fiume che scorre. Pochi attimi. Goderne il silenzio. Il tempo di lasciare decantare i pensieri, quanto basta a rendere delizioso bere alla coppa d'un fiato.
La mia mansarda è luogo da cui si viene. Luogo a cui tornare. La scala a chiocciola che la collega al piano inferiore fa pensare a delle radici nodose, che si inerpicano, sicure, dalla terra fino alle sue finestre, un tetto a spiovente sulla notte stellata. Luogo per monaci stilìti, sospeso a mezz'aria tra il cielo e la terra. Una mano affonda nella realtà, l'altra nella fantasia, che resistono come panna, come burro, confondendo i colori di passato e futuro.


La primavera è arrivata. Da sempre un inizio. Quest'anno regala, in mezzo a cento cose, anche questo spazio. Che sia una valigia capace di portare con sé gli spiriti che abitano quella mansarda, e con essi il mio benvenuto, a coloro che avranno voglia di fermarvisi, a prendere un (CLICK).


...Lei gli disse: "che il viaggio sia buono"

Lui rispose, soltanto: "lo sarà"...