lunedì 27 luglio 2009

MaremmAmata





Chiudo gli occhi e vado dappertutto.
Apro gli occhi e sono in un Camper.


Sono state due settimane scivolose, come sabbia fine che sciama tra le mani troppo alla svelta, che non si deve stringere per non far sfuggire ancor di più.
Due settimane salutate di fretta e senza guardarsi troppo indietro, per non sentire le farfalle nello stomaco, il migliore amico di ogni arrivederci. Con i puntini sospensivi del non-finisce-qui, gli ultimi abbracci e le ultime cose sussurrate, che inevitabilmente, ora, mi sembrano non esser stati abbastanza pieni, come avrei voluto e come avrebbero meritato.
In mezzo, tanti luoghi segreti e un buffet di persone croccanti di cui sarebbe difficile sentirsi già sazi. Ho dovuto munirmi dei miei occhi più grandi per gustare ogni particolare, e far posto a balle di fieno, papaveri, girasoli, stelle, grilli invisibili, gatti brutti, luci lontane, lampi vicini, il verde azzurro del mare e il giallo montagna riarsa dal sole, gli schizzi delle lotte a fare il bagno e quelli alzati su col remo del Kayak, e metterci il mio sorriso più largo, per lasciare entrare anche un po’ d’aria, ricordarmi di riprendere fiato. A chi mi ha adottato e condotto per mano alla scoperta del suo mondo posso solo dire GRAZIE, per avermi accolto e per aver reso quella sabbia, pastosa e pesante, come quando viene bagnata dal mare, così che adesso me ne resta addosso un bel po’, e non scivolerà via, se non per lasciare la mia pelle levigata e salmastra, nell’attesa di poterci riabbracciare.
Fino ad allora non mi rimane che richiudere ancora gli occhi, di tanto in tanto, e lasciar scorrere, tutte le cose che questa Maremma, tutt’altro che amara, mi ha insegnato:



  • Pholloniha non è la “Città della Ghisa”, bensì la “Città dei Sottopassaggi”, elevati a vero simbolo della città, se ne possono trovare di tutti i gusti, dal modello “pista da biglie sulla spiaggia” con lunghi curvoni e chicane, al modello "Mirabilandia", con pendenze da far rabbrividire anche qualche scalatore, fino al modello "Traforo Dolomitico" con passaggio panoramico sotto un palazzo ed emersione con vista su terrazzamenti a spiovente. I più appassionati costruiscono anche sottopassaggi amatoriali che collegano il cancelletto di casa col garage.


  • I Phollonihesi al volante si fermano in mezzo di strada e scendono senza imbarazzo e senza preavviso, quando più li aggrada.


  • La sera i Phollonihesi escono da ogni angolo, e sospetto si moltiplichino come Gremlins, ma non per raggiungere locali o birrerie, solo per stipare i parcheggi di quella che di giorno appariva come una ridente e assolata cittadina. Ci sono Phollonihesi che posseggono anche 5 automobili col solo scopo di spostarle nei parcheggi del centro la sera prima di andare a letto.


  • La mozzarella del Ranieri è fenomenale, non teme confronti col Primo Sale.



  • A Punt’Ala ci sono i cinghiali che fanno i vip e i vip che fanno i cinghiali. (fonte: la stampa locale)


  • A Punt’Ala intorno al porto ci sono boschetti di vegetazione finta, fatta dello stesso muschio del presepe, messa li per nascondere i confini della scenografia del Truman’s Show.


  • A Punt’Ala ci sono pochi posti bui per vedere le stelle, in alcuni di questi si possono trovare civette che fanno le civette.


  • Nei bar di Punt’Ala la sera ci si ritrova a guardare “Quel gran pezzo dell’Ubalda” con Leonardo Pieraccioni, Pippo Franco da giovane, e la Fenech quando era ne’ su’ cenci.


  • Al Baracchino le piadine sono buonissime, ma per vegetariani c’è solo la Salvador de Bahia.


  • I gelati del Pagni: che bontà! Peccato solo non saper uscire dal tunnel menta-liquirizia-zuppa inglese, così da allargare i miei orizzonti gustativi.


  • Scoprire che i camperisti nelle piazzole accanto alla tua sono una coppia di sposini dell’85 e un’altra dell’83 con due figli, può far ricominciare a mangiarsi le unghie.


  • I cani che abitano i giardini delle case di Giulia sono tutti simpaticissimi. I gatti bizzarri. I ricci schivi. I ragni grossi.


  • Se sentite la mancanza delle lucciole, potete sempre ripiegare su gamberetti fluorescenti che gironzolano intorno agli scogli del moletto dietro al Tahiti.


  • Bevendo una Caipiroska alla fragola sulla spiaggia del Congo si possono fare lunghe conversazioni sulle ultime sedute spiritiche, osservando i satelliti che scompaiono.


  • Quando si dice: -Ci si vede al cancello dell’Ilva-, in realtà significa che si è fissato al parcheggio che c’è dietro.


  • Chiunque può dedicare alla propria fidanzata o al proprio nipote un albero con dedica al Parco della Gioventù.


  • La crema solare Water Resist è Water Resist quando si apre nello zaino e cerchi di ripulire tutto quello che ha sporcato, ma non è Water Resist quando te la spalmi addosso e ti fai il bagno.


  • Al Tangram quando tira vento i maghi spariscono.


  • Al Tangram il caffè è più buono perché c’è il trucco.


  • Al Tangram con i fondi di caffè si fanno Dolcetti Colombiani. A buon intenditor poche parole.


  • Al Tangram è difficilissimo passare a fare un salutino senza che Tide ti offra la cena o una doccia o un ombrellone.


  • L’ingrediente segreto dei cocktail buonissimi che fa Tide è che gli ha insegnato a farli America.


  • Nel mare a Torre Mozza c'è un triangolo, vicino a riva, in cui per terra c'è la creta. Si possono realizzare ottime palle di sabbia da lanciarsi. Cospargersi i fanghi sulla pelle. Improvvisare vasi da fare invidia a Ghost.


  • Alla Festa Internazionalista, nella pinetina di Riotorto (in provincia di Lecce) si mangiano felafel più decenti che in tutti i kebabbari di Firenze.


  • Davanti ai venditori di braccialettini dovete legarmi le mani. Non sono capace di limitarmi ed è perfino una spesa inutile, tanto Conan poi me li rompe.


  • Quando si rubano tutte le Grazielle che si trovano per strada, a patto che siano slegate e apparentemente in disuso, poi non ci si può lamentare se ci viene rubata la Graziella, specie se la si lascia slegata.


  • A Egizia non danno il permesso di realizzare sulla sabbia castelli di sabbia a forma di buccia di banana, eschimese che prende il sole, ragazzo disabile che beve un Four Season al Tangram.


  • Sara-Ska parla un sacco di lingue, parla un sacco in generale, ti dice che ti porta a correre ma poi non lo fa, diffida delle persone di sesso maschile che vogliono fare amicizia con lei, ma in ogni caso a lei le è morta la mamma.


  • Per le strade del centro le cassette della posta sanno riconoscere gli ex-postini. Se questi si distraggono esse si vendicano graffiando loro le spalle.


  • A giocare a bandierina coi bambini ci si sbuccia i ginocchi. Anche se non si è bambini.


  • Ci sono case a forma di caffettiera.


  • In fondo alla vecchia cartiera, adesso un quartiere fantasma tipo quello accanto alla Stazione Leopolda, c’è il pensatoio numero uno. A Torre Mozza c’è il pensatoio numero due. Il pensatoio numero tre è in un luogo segretissimo ancora non rivelato, si sa solo che andarci di notte è pericoloso.


  • Al Puntone ci sono le rane minuscole che non si fanno prendere, le libellule che si accoppiano, i pesciolini che saltano fuori dall’acqua, i casottini per l’osservazione degli uccelli. Mancano solo gli uccelli.


  • Per andare da Giulia e Giulio bisogna stare attenti a stare dalla parte giusta della ferrovia (e del pinguino che lava le automobili).


  • Il giorno di chiusura del Tacca Tacca è il Mercoledì.




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