
Che animale sono? con il mio senso di inadeguatezza, col mio sentirmi non all'altezza, con il mio non sapere che dire, i silenzi spreconi, durante il tempo che miracolosamente mi concedi? Che animale sono? incapace di parlare altro linguaggio se non il bisogno di un contatto con te, di abbracciarti, sfiorarti la pelle, di aspettare quel bacio pensato, che non trova il tuo sguardo? Che animale sei? con i tuoi occhi attenti a non incrociare i miei, con i silenzi pensosi, con questo annusarsi a distanza. Che animale sei? così abbottonata, attenta a proteggerti, o forse a tenermi sotto controllo, così sospesa tra il trovarmi patetico o sorprendente.
Ce n'è di domande da farsi, di attese pazienti, di portate da cucinare, di piatti da ammatassare sul balcone in attesa di essere lavati. Ce n'è di caraffe di Spritz, di greco di tufo, di lunghe pause-sigaretta in terrazza, ad avercene una, in bilico tra tendipanni e posaceneri viola. Ce ne sono di pezzi da rimettere insieme. Intanto, chiedo alla Mastrocola. Che animale sei?
Ce n'è di domande da farsi, di attese pazienti, di portate da cucinare, di piatti da ammatassare sul balcone in attesa di essere lavati. Ce n'è di caraffe di Spritz, di greco di tufo, di lunghe pause-sigaretta in terrazza, ad avercene una, in bilico tra tendipanni e posaceneri viola. Ce ne sono di pezzi da rimettere insieme. Intanto, chiedo alla Mastrocola. Che animale sei?
"...Ma ci mise troppo tempo a riflettere; avrebbe dovuto dirle qualcosa e invece non le disse niente e il taxi, come fanno quasi tutti i taxi del mondo, arrivò.
Lui la guardò salire. Pensava a mille cose: chissà come le sta bene un vestitino a fiori scollato, glielo vorrei comprare io, e invece adesso lei cosa va a cercarsi un fidanzato, meglio se non lo trova, o se quel cretino annega o se lo ingoia un castoro, e cosa diavolo ci sta a fare un fidanzato tra noi due, non c'entra niente, e io adesso glielo dico, e invece no, non glielo dico, perché devo andare in biblioteca a scrivere, anche se non ho proprio neanche un'idea in testa...ma poi lo so che mi viene, perchè le idee vengono sempre, come i taxi, le persone, invece, le persone invece a volte se ne vanno, soprattutto le persone un po' speciali che magari hai appena incontrato e non vorresti che andassero via mai più, le legheresti al tuo braccio con un cordino colorato, come si fa coi palloncini. Ma anche i palloncini poi se ne vanno, volano via e tu rimani con il tuo stupido cordino colorato al braccio, e cosa te ne fai? Guardi il palloncino che se ne va in alto e poi non lo vedi neanche più.
E chissà quanti milioni di palloncini ci sono in cielo. Tutti i palloncini che abbiamo perso, che idioti! Cosa stavamo facendo quando li abbiamo persi, cosa avremmo potuto fare per non perderli mai, e io adesso cosa vado a fare in biblioteca, posso benissimo non andarci, e allora perché ci vado, e lei sale su quel maledetto taxi..?.. "
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