Senza nascondersi. Le ultime settimane sono state una specie di sogno ad occhi aperti, un susseguirsi di giochi, sorprese, piccole complicità, intimità, spazi conquistati, braccia strette attorno al petto smarmittando in Vespa, chi cerca trova, tempo per stare insieme strappato agli impegni, e poi chiedere di più, con golosità.
Senza nascondersi. Molto difficile il risveglio. Il ritorno ad una grigia normalità che apparteneva a Ieri, fatta di ripensamenti, spazi inviolabili, pensieri e dubbi tenuti per sé, dileguarsi nella notte, questo forte silenzio.
Niente di nuovo sul fronte occidentale. Intorno al "Café nuit" la gente inciampa, consuma vampate di entusiasmo, colleziona cose inutili, si illude, chiude una finestra, apre un portone, accarezza pelle liscia e calda sotto le coperte, va in bagno, si accende una sigaretta, schiaccia pulsanti, ha lo stomaco chiuso, poi di nuovo appetito.
Niente di nuovo sul fronte occidentale. Sentivo l’odore di un temporale improvviso, fulmini a ciel sereno, eppure le previsioni erano state chiare al riguardo. C’è davvero da spaventarsi, allora? O accetteremo il tempo che fa, senza lasciare che ci costringa a restare barricati in casa?
D’altronde “Ogni alba ha i suoi dubbi”, come ci ricorda la piccola ape furibonda, poetessa straordinaria che ci ha lasciato proprio in questi giorni, perché evidentemente è vero che Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso, e qualche volta muore sul serio, aggiungo io. E allora siccome in fondo tutti sono poeti, persino i poeti, eccomi a rantolare seguendo questa stessa sorte, e chiedermi, di fronte a te che come il sole al di la delle dune sei arrivata qui a violentare altre notti, segnatamente le mie: di queste notti insonni, quante me ne concedi ancora?
Quella prima del gran giorno, venerdi scorso, lo è stata di sicuro.
Ed è al termine di notti come quella, quando si può ricordare che il modo migliore per realizzare un sogno è alzarsi dal letto, quando si affronta il drago e va tutto bene, davvero tutto bene, che si sente un sapore sulle labbra, misto al tuo, e che sembra dire…ce la farò.
È tornata la primavera nei tuoi sguardi, e il tempo di stringere ha preso il posto di quello di lasciare. Adesso mi godo forte queste notti insonni, come le altre, ma di un colore diverso. E Aspetto altre fughe, altre notti insonni, che in futuro ce ne saranno, di sicuro. Ma mi metto delle pantofole comode, perché adesso so che le accoglierò con questa convinzione che mi ronza in testa, per l’appunto, come una piccola ape furibonda.

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