sabato 29 maggio 2010

Tu chiamale, se vuoi, elezioni


Il 12 e 13 Maggio ci sono state le elezioni universitarie, non sono stato a votare, mi sembrava inutile considerato che a Luglio non sarò più uno studente universitario, e non che non avessi constatato come fosse una cosa esattamente inutile anche ogni qualvolta che invece mi sono recato a votare negli anni trascorsi.
In ogni caso, alla biblioteca dove mi reco a raccogliere materiale per la tesi, il profumo elezionico si respirava nell'aria, soprattutto per i volantini di ogni razza e colore che puntalmennte affollavano i banchi e, accartocciati, il pavimento. Sì, un po' palloso. Come certa pubblicità che intasa la cassetta delle lettere, sulla quale vorresti appendere un preventivo cartello "Grazie, non compro Iphone, niente televisori al plasma, il mio frigorifero funziona benissimo!" . O come certi rimasugli di verdurine affettate che intasano il lavello in cucina. O come certi stron...va bene, basta così.
Fatto sta che, a mano a mano che l'appuntamento elettorale si avvicinava, l'aria diventava sempre più irrespirabile a causa di tanta effervescenza democratica che ammantava ogni corridoio, ogni ballatoio, ogni cesso. Sì, anche ogni cesso.
Sono state proprio alcune pisciate pre e post elettorali a solleticare le mie riflessioni.

Un giorno mi reco alla toilette e non posso fare a meno di notare l'adesivo "Io sto con Pallino Pinco, il 12-13 Maggio vota Cazzi Sti" affisso sul bussolotto della carta igienica.
Penso. Diamine, appena trovo uno di questi adesivi lo attacco direttamente sul copriwater sollevato, almeno sta più vicino al posto che merita. Subito dopo penso. Mmm, meglio di no. Un simile gesto sarebbe solo un invito per un monte di gente a pisciarci sopra, col risultato di spisciacchiare per tutto il pavimento del bagno. Le condizioni di civiltà dell'ateneo sono già abbastanza precarie per mettersi pure a invitare la lepre a correre.

Due giorni dopo mi reco in un'altra toilette, nel medesimo edificio. La tazza in cui orino reca uno di quegli adesivi, drammaticamente appeso sopra ad un copriwater sollevato e pisciosissimo. Troneggiante sopra un pavimento pieno di democratiche pozze gialle.
Da da pensare.

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