domenica 5 luglio 2009

Notti Arancioni


La scorsa notte a Rimini si è celebrata la “notte rosa”. Dopo aver visto alcune immagini a “Studio Aperto” non ho neanche il coraggio di indagare sul perché diavolo sia stata organizzata, mi è bastato vedere le speciali piadine rosa coniate per l’occasione e le migliaia di persone invitate a riversarsi sulle strade della riviera romagnola con indosso indumenti e accessori del medesimo colore.



Pare comunque che lo spirito di questa serata sia celebrare un secondo capodanno, stavolta in clima estivo, così che chiunque possa sfoggiare gli scollatissimi vestiti da notte di S.Silvestro, spesso improponibili in qualsiasi altro giorno dell’anno, al pari di un abito da sposa, senza lo spiacevole inconveniente del freddo.
Va da sé che mi è molto difficile giustificare una simile usanza, però forse, se togliamo il rosa, e qualche migliaio di idioti, un senso più profondo questo "bisogno di festeggiare" potrebbe perfino averlo. Qualcosa che potrebbe avere a che fare con, per dirla con i Righeira, “l’estate sta INIZIANDO, un anno se ne va”. Ma si, insomma, d’estate muoio un po’, aspetto che ritorni l’illusione…chi non se l’è sentito ripetere fino alla nausea, accendendo la radio?
Con le vacanze estive dopotutto si chiude il ciclo di un anno di lavoro, di studi, di frequentazioni, di attività, regalandoci una pausa, li nel mezzo, per ricaricare le batterie, per fare un punto della situazione, per fare viaggi, esperienze, il tempo per leggere qualche libro lasciato ad impolverare più del dovuto su uno scaffale, tornare un po’ cambiati, un po’ abbronzati (leggi ustionati & spellati), con le idee risciacquate, rischiarite, pronti a ripartire e reimmergersi in un anno nuovo.
Forse si tratta davvero una cesura più palpabile che non il ricordarsi di scrivere una data con un numerino diverso in fondo.

E cosi mi preparo anch’io a festeggiare una bella serie di notti rosa, o come preferisco immaginarmele io, di Notti Arancioni.



Notti Arancioni per gettarmi alle spalle i due esami di filosofia sul libretto più rubati della storia dell’Etica, che hanno disturbato i miei sonni con l’incubo del mio primo giorno da insegnante a scuola, in cui dopo essere stato presentato alla classe dal preside, da sotto la cattedra è sbucato Marco Travaglio, pronto a dimostrare che in un paese civile io non dovrei essere li, dopo aver macchiato il mio curriculum con due esami farsa in quel modo.

Notti arancioni per gettarsi alle spalle il cellulare che dopo anni di onorato servizio ha reso l’anima al dio Nokia, caduto vittima, ironia della sorte, della notte bianca d’oltrarno, e del nostro eterno rotolare (come agnello nel Kebab) per le sue strade, quando tra giri di valzer si corre il rischio di farlo precipitare rovinosamente per terra, fino a ridurlo ad un pratico elettrodomestico inutile, ormai capace solo di illuminarsi come una simpatica abat-jour portatile, e poco più.

Notti arancioni in cui, se avessi ancora lo stereo della macchina, potrei suonare un requiem per lo stereo della mia macchina, che ha esalato il suo ultimo La#, nel vano tentativo di espellere un CD di Battiato che resterà per sempre dentro di lui, mentre ero in procinto di partire per Follonica, divenuta ormai la mia seconda casa, d’adozione, come recita la mia nuova fiammante tessera di Librando (CLICK). Inutile è stata anche la corsa in casa, sotto un acquazzone, per recuperare un lettore mp3 di fortuna, incaponito e ostinato a non fare il viaggio senza musica, ma con la beffa, dopo il danno, di sbarbare, nella foga di estrarre le cuffie dal cassetto, uno dei due auricolari, costringendomi ad aggiungere un ulteriore elettrodomestico nel mio cimitero d’ele(ttro)fanti .

Notti arancioni per gettarmi alle spalle il piccione che ho investito sulla Fi-Pi-Li, dilapidando in un solo momento la minuziosa tela tessuta amorevolmente lungo un anno di vegetarianesimo, e con essa gli utopici propositi di rimettermi in pace col mondo, o quanto meno di riequilibrare la bilancia del mio contribuito personale in termini di emissioni nocive di gas-sofferenza-serra.

Notti arancioni per gettarsi alle spalle la pur piacevolissima gita in quel di Parma, una città a misura d’uomo in cui si può approfittare dei Saldi di fine stagione, al punto che è possibile acquistare un paio di Camper e un pacchetto “multa per divieto di sosta + rimozione forzata” a prezzi stracciatissimi.



Fortuna che adesso ho un giardino zen nel posacenere della macchina che mi segue e mi da la possibilità di rilassarmi ovunque vada, alla faccia di quelli che sbraitano stressati dal traffico cittadino, poiché incomincio a pensare che sono in vacanza da pochi giorni…e ho già bisogno di una vacanza!




4 commenti:

  1. Ricordo che anchetu fai parte di "quelli che sbraitano stressati dal traffico cittadino"!
    :-P
    Che schifo la piadina rosa, non oso pensare a come abbiano fatto!!

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  2. Io sbraito solo contro il folklore di impazzire davanti a ridicoli fuochi d'artificio!

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  3. P.S.
    Aggiungo alla lista anche il meccanico che mi ha sequestrato la macchina per un "rumorino" e me l'ha riconsegnata in cambio di un riscatto di 545 euri.

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